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Body Positivity:
Pressione estetica a dieta.

I NUTRIZIONISTI INCORAGGIANO LE PRESSIONI ESTETICHE DELLA NOSTRA SOCIETÀ?

Parliamo di body positivity ma ne parlo perché ho alcuni dubbi: sono nutrizionista e faccio dimagrire le donne. Sostengo quindi uno dei principi cardine del patriarcato, vale a dire la pressione estetica che le donne subiscono costantemente sul loro peso? 

“Cosa stai blaterando dottoressa?” “Non blatero ma rifletto”. Negli ultimi tempi mi sono avvicinata al nuovo pensiero femminista, e no, non è perché ho visto Barbie al cinema, e nemmeno perché ho seguito le ultime vicissitudini di Michela Murgia (che seguivo da tempo), la cosa era già in approfondimento ormai da anni. Leggo di questi argomenti per comprendere meglio come è impostata la nostra società, dal momento che ne faccio parte e il mio lavoro si fonda su di essa. Il mio lavoro è possibile solo in una società di questo tipo, ricca, colma di opportunità e di contraddizioni. 

Sono una persona semplice, cerco di essere pratica. Ma qualche domanda sul lato etico del mio lavoro a volte me le faccio. Supporto il sistema che richiede di rispondere a canoni estetici eccessivi o cerco di dare risposte sensate alle persone e alle donne che si rivolgono a me con richieste a volte impossibili dettate dalla pressione estetica che questa società ci inculca?

Io direi decisamene la seconda, voglio farle felici ma farle felici ragionando su ciò che ha senso o meno. Se un risultato è possibile raggiungerlo solo con sacrifici enormi, ne vale davvero la pena? E soprattuto, se il risultato ricercato non è nemmeno possibile raggiungerlo, che senso ha?

La mia professione consiste, tra le varie cose, nel far dimagrire le persone. Ovviamente il principio fondamentale per cui le persone dovrebbero essere magre è perché questo permette di essere in salute. Magro però in genere per la società significa anche più bello, vincente e più capace.

GRASSOFOBIA E BODYSHAMING

Pare che nella nostra società le persone grasse (uomini o donne che siano) a causa dei pregiudizi abbiano una vita più difficile. Non si tratta solo delle prese in giro tra bambini, ma anche del giudizio che una persona può subire, ad esempio in ambito lavorativo; una persona “grassa” ha maggiore difficoltà  ad ottenere un colloquio di lavoro o ad essere ritenuto credibile in corso di carriera. Le persone con obesità sono ritenute pigre o più limitate. 

Questa pratica è stata denominata grassofobia. 

Il bodyshaming invece è quella pratica di schernire chiunque abbia un difetto fisico che si allontana dai canoni della bellezza della nostra società.

LE PRESSIONI ESTETICHE DEL GIORNO D’OGGI

La pressione estetica oltre che sul peso è anche su molti altri aspetti estetici del corpo, specialmente quello femminile; le donne subiscono pressioni estetiche continue anche su altri particolari, ad esempio per la cellulite o per parti del corpo che una volta non avremmo mai nemmeno saputo riconoscere come le dip hips o la culotte de chevalle o le bingo wings. Gli americani amano dare nomi a aspetti esteriori del corpo femminile,  creando problemi nuovi, come se non ne avessimo già abbastanza. 

Queste particolarità estetiche sono caratteristiche spesso fisiologiche del corpo femminile date dalla genetica o dall’invecchiamento. La cellulite per esempio può essere una caratteristica genetica delle donne caucasiche che quando ingrassano si fa più visibile, ma non è una malattia, per quanto la pubblicità delle famose creme ci abbia fatto credere questo per anni.

La pressione estetica continua che porta le donne in primo luogo a voler eliminare inestetismi che la società (o gli uomini?) desidera non vedere e in secondo luogo a metterle in competizione l’una con l’altra facendole preoccupare della loro esteriorità per il pensiero di cosa penseranno le altre. 

Tutto questo porta a confondere chiaramente cosa è salute da cosa è estetico e questo non serve a nulla dal punto di vista pratico anzi genera tutta una serie di problemi che richiedono risoluzioni spesso impossibili e sempre molto care, stia dal punto di vista sia economico che del tempo che della salute mentale.

LE INCOMBENZE ESTETICHE CHE COSTANO AL PORTAFOGLIO E AL TEMPO DEDICATO ALLA SALUTE (DIGRESSIONE)

Quante cose deve fare una donna per rispondere alla pressione estetica? 

Oltre che essere magra deve essere anche un po’ muscolosa, ma nei punti giusti perché un sedere piatto non piace a nessuno così come un braccio magro con la pelle che scende è davvero molto brutto.

La cellulite o la cosiddetta buccia d’arancia (e qui vediamo che anche noi dei nomi stupidi a parti esteriori del corpo ne abbiamo affibbiati) è qualcosa che si deve eliminare a tutti i costi, e se è presente ci si copre in spiaggia con un pareo perché non si sa mai che qualcuno la scorga. 

Ma non è tutto qui. Le donne devono essere depilate, ovunque. 

Devono avere i capelli sempre in ordine e guai se ti spunta un capello bianco, la tua vita è già segnata, e anche se ci sono donne che hanno capelli bianchi già dai 25 a i 30 anni, è un segno di vecchiaia, quindi devi già iniziare farti la tinta e questo dovrà essere fatto fino alla fine della tua vita, ogni 3 settimane, perché si sa, anche la ricrescita non si può vedere. 

Poi ci sono le unghie che non devono essere solo in ordine e pulite. Devono anche essere colorate e lunghe al punto giusto e questo cozza col fatto che una donna deve fare mille cose (ne ho parlato qui) che non sono compatibili con le unghie in ordine, ma non vi preoccupare hanno inventato lo smalto semi-permanente e la ricostruzione, così le unghie non sono più funzionali ma solo con dei bei disegni da mostrare quando si fanno i video su tik-tok. 

Le sopracciglia devono adattarsi alla moda. Una volta sottilissime solo da depilare ora folte quindi da depilare e tatuare o se non le tatui le devi sempre pettinare e truccare perché i buchi tra un pelo e l’altro ti fanno brutta. 

E non le diciamo due parole sul trucco? Negli ulti 15-20 anni la mole di trucchi nel beauty delle ragazza è almeno quintuplicato. Una volta almeno c’è là si cavava  con ombretto mascara  e rossetto. Adesso devono usare almeno 15 prodotti che costano tempo e denaro.

Per non parlare poi di creme per ogni parte del corpo e della “famosa” beauty routine, perché non vuoi mai che la tua pelle invecchi o si macchi o ti vengano le rughe quando avrai 40, 50 o 60 anni? No, la pelle la devi mantenere bella giovane con questo siero mattina, siero notte, crema viso crema contorno occhi primer per il trucco e cosi via. 

Non mi soffermo su abiti, scarpe e accessori. E nemmeno sulla chirurgia estetica che di questo proprio non so nulla e non è qui la sede. 

LA BODY POSITIVITY

Dopo questa digressione sulla pressione estetica  torniamo a ciò che mi compete su questo argomento, vale a dire magrezza, grassofobia, ma anche cellulite, addominali scolpiti, fisico fitness e asciutto. 

A causa di queste pressioni negli ultimi anni si è fatta strada una nuova visione contrapposta all’estenuante ricerca della magrezza come simbolo di successo: la body positivity. A far fronte a tutto questo stress qualcuna ha detto: “il mio corpo è così e amo la mia vita quindi mi piaccio così e non faccio nulla per migliorare.” 

La body positivity è principalmente riferita al peso corporeo. “Se sono grassa sono affari miei e posso volermi bene lo stesso e apprezzarmi perché io non sono il mio peso.”

Fin qui tutto bene. Ci mancherebbe altro. La body positivity vuole dare forza a chi si sente schiacciato dalla pressione estetica legata al peso e alle forme corporee. Vuole porre rimedi ai pregiudizi che portano a riconoscere nelle persone grasse persone pigre e in una società che ci vuole sempre attivi.

NON CONFONDIAMO LA BODY POSITIVITY CON IL SOVRAPPESO E L’OBESITA’ (IN SENSO MEDICO)

Il problema però è che pur nascendo come spunto positivo qui si perde il controllo sul messaggio che viene dato. 

Un conto è avere un fisico che è al d’infuori dei canoni estetici di magrezza così come la società richiede. Non tutte le persone sono longilinee, non tutte sono alte non tutte hanno proporzioni tipiche del soggetto mesomorfo. Ci sono persone che non possono rispondere ai canoni estetici di moda al giorno d’oggi per l’oggettiva genetica di cui sono fatte e fatti. 

Le parole “sovrappeso” e “obesità”, tuttavia, sono dei termini medici. Non sono brutte parole pensate per offendere le persone, ma sono termini oggettivi dati da valori calcolati con una formula matematica che usa  peso e altezza per determinare un valore. Il valore (detto indice di massa corporea o BMI) che si ricava determina se una persona è in sovrappeso, se è normopeso, sottopeso o obesa. 

Questi valori non servono per catalogare una persona dal punto di vista estetico ma per determinare il rischio per numerose patologie, il quale aumenta all’aumentare di questo indice, il quale a sua volta aumenta all’aumentare del peso di una persona. Una persona affetta da sovrappeso ha maggiore rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, infiammatorie, autoimmuni, tumorali e questo si può spesso prevenire con corretto stile di vita (alimentazione, movimenti, riposo)

Comprendiamo come il sovrappeso e l’obesità non siano piaghe estetiche della società ma segnali di patologie diffuse  della società stessa con i relativi costi sociali ed economici e che potrebbero essere limitati Una persona con obesità sviluppa molto più facilmente patologie che sono costose e che si potrebbero evitare con un diverso stile di vita e con conseguente miglioramento della qualità di vita del soggetto stesso.

QUANDO L’INDICE DI MASSA CORPOREA SBAGLIA

C’è da dire, tuttavia, che questo indice di massa corporea ha dei limiti e che non è sempre ottimale nel categorizzare il rischio di un soggetto. I due esempi classici che non rispondono correttamente al BMI sono il caso che rientra nel limite di normopeso ma ha una circonferenza addome elevata (il classico magro con la pancia) e il soggetto molto muscoloso, con massa magra accentuata. 

Il primo è un soggetto che pur risultando non a rischio per l’indice di massa corporea è in realtà a rischio perché il grasso depositato sull’addome è associato ad alto rischio cardiovascolare. Infatti anche la circonferenza addome è un valore che si utilizza insieme al peso e all’altezza per valutare il rischio di una persona. 

Il secondo soggetto (quello muscoloso)  è una persona che tende invece ad avere o più muscoli perché magari atleta o semplicemente ha una struttura più “massiccia”,  data da un maggiore peso di massa magra (che è dara dalla anche dalla struttura ossea o dal peso dei tessuti e degli organi) e non da eccesso di grasso. Questo soggetto rientra facilmente nella categoria di sovrappeso tuttavia non è soggetto ad aumentato rischio perché quello che fa la differenza davvero per determinare un aumentato rischio non è il peso in sé ma solo il peso del grasso. 

Se un soggetto pesa molto ma il suo peso non è determinato da eccessivo grasso corporeo, allora questa persona non è a rischio, o lo è tanto come un soggetto normopeso. Ecco perché spesso servono altri strumenti o valutazioni per determinare il livello di rischio patologico di una persona.  

IL GRASSO CORPOREO IN ECCESSO E’ UN PROBLEMA SERIO DI SALUTE

Ed è qui che avviene, da parte dei media femministi o di body-positivity o dedicati all’inclusione,  una certa confusione su il concetto di persona persona “grassa”.

E’ sbagliato mettere sullo stesso piano una donna che ha un fisico diverso dai classici canoni di magrezza e una donna in evidente eccesso di grasso corporeo. C’è una bella differenza. 

Una donna (o un uomo) in eccesso di peso per eccesso di deposito di grasso corporeo deve preoccuparsi (nel senso pratico) per la sua salute e non farne un vanto consolidando comportamenti sbagliati (di nuovo vedi paragrafo “la verità nascosta sull’eccesso di grasso corporeo”).

LA VERITA’ NASCOSTA SULL’ECCESSO DI GRASSO CORPOREO

Qui vi sparo una bomba che vi farà svenire: un eccesso di grasso corporeo è sempre dato da stile di vita errato/inadeguato, quindi banalmente o ci  si muove poco o si mangia troppo o entrambe le cose rispetto ai propri fabbisogni (fisiologici).

Non ci sono disfunzioni  (a parte rarissimi casi di patologie metaboliche/endocrine o problemi mentali/psicologici) che rendono una persona sovrappeso (in senso di eccesso di grasso) come se fosse una malattia. Si ingrassa perché si mangia troppo e ci si muove poco; ripeto, rispetto ai propri fabbisogni, quindi si ha uno stile di vita non adatto al proprio organismo.

Non è una colpa avere uno stile di vita sbagliato, perché spesso le persone non sanno come si fa, non sanno che la nostra società ci porta ad avere uno stile di vita basato su eccessiva sedentarietà e sovralimentazione, ma pensano che i loro comportamenti siano normali per il loro organismo, e quindi attribuiscono un eccesso di grasso a un problema genetico o metabolico. Non è così; sono errati stili di vita, errate scelte e errati comportamenti che si perpetuano giorno dopo giorno, spesso inconsapevolmente.

La bella notizia è che gli stili di vita errati sono sempre modificabili e il primo passo è comprendere che si sta sbagliando e che la propria salute è in pericolo. Se si pensa che un problema non sia risolvibile allora lo si accetta perpetrando errori che peggioreranno la salute quando in realtà è possibile il contrario.

CHI SI OCCUPA DI COMUNICAZIONE DEVE CONOSCERE LA DIFFERENZA TRA ESTETICA E SALUTE

E quindi doveroso da parte di chi si occupa di comunicazione far capire alle persone che devono cambiare qualcosa, perché le persone hanno tutto il diritto di essere consapevoli di avere un problema di salute e poi di poter decidere di se stessi.

Se a una persona con evidenti problemi peso si fa passare il messaggio che è solo estetica e che quindi dell’estetica possono non preoccuparsi facciamo un danno non da poco. Non gli diamo la possibilità di curarsi. Spetta poi ai professionisti della salute aiutarli a migliorarsi e non è per ragioni estetiche ma di salute; una vita in salute è una vita che può essere vissuta meglio con più opportunità.

La body positivity può essere fatta invece su chi non risponde ai canoni, ma lo stile di vita lo segue o è ben conscio di quello che si può fare per migliorarlo (poi ad ognuno spetta la scelta se farlo o meno), il classico esempio è quello della donna mediterranea o curvy.

La body positivity va fatta sulle donne che non si rassegnano alla cellulite nonostante mangino sano e vadano in palestra, alle persone che perdono ore per un addominale definito solo per fare una bella foto, rinunciando magari a un pranzo in famiglia. La body postivity va fatta sulla persona che evita di andare al mare perchè si vergogna o a quella che si fissa su una parte del corpo che non gli piace ma di cui nessuno si preoccupa.

CONCLUSIONE: INVERTIAMO LE SCALE DI PRIORITÀ

Quanto tempo molte donne con problemi di evidente sovrappeso dedicano ad altri aspetti estetici che non sono legati alla salute? Quanto tempo dal parrucchiere? Per lo shopping? Per l’estetista? Quanto tempo rubato alla salute per l’estetica? A volte si cerca di curarsi esteticamente per sopperire al disagio sul peso. L’acconciatura, il trucco,  o le unghie le si ottiene nell’immediato, ci si siede e ecco fatto risultato raggiunto. Il problema è che per un risultato raggiunto brevemente non si dedica tempo all’attività fisica o a un pranzo cucinato in modo più salutare, che richiede costanza e da risultati solo a lungo termine. Ma i risultati sono anche di salute. 

Sarebbe il caso quindi anche rivedere le scale di priorità. Prima il tempo per le cose che ci danno salute (e a lungo termine anche estetica) come dedicare tempo alla propria dieta sana o all’attività fisica poi eventualmente all’estetica, se ti va. 

La body positivity non va fatta su chi ha un problema serio di salute e non sa nemmeno di averlo, perché si tratta di omissione di soccorso. 

Prima forniamo la consapevolezza alle persone e poi queste decideranno cosa fare di se stessi.

Il tutto nel rispetto della libera scelta, nel rispetto della persona perché nessuno può sapere cosa accade o è accaduto nella vita dell’altro che sia questo grasso, ma anche magro, bello o meno bello.

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