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COSTANZA, SAI DAVVERO COSA SIGNIFICA?

SENZA COSTANZA NON OTTIENI NULLA

Se c’è una cosa che ho imparato nella vita e non solo sulla mia pelle ma anche vivendo le esperienze altrui che ogni cosa che vogliamo ottenere nello sport o nella forma fisica in generale è che va guadagnata con la costanza.

DI RECENTE, HO VINTO QUALCHE MEDAGLIA AI CAMPIONATI ITALIANI

La parola costanza è la parola che una mia compagna di squadra ha usato per descrivermi quando ha raccontato sui social del mio titolo italiano. Una parola che non viene compresa evidentemente da tutti.

Nei giorni scorsi ho partecipato ai campionati italiani master e ho portato a casa tre medaglie, una di ogni colore. Molti diranno, sei brava a nuotare, vinci per quello. In realtà non funziona così o meglio se una persona è brava a fare una cosa non lo deve solo al talento ma lo deve anche all’impegno e soprattutto, appunto, alla costanza. 

Nuoto da quando avevo 6 anni, sì sono portata, ma con alti e bassi non ho mai smesso nella mia vita. Questo non è un talento è costanza. Quando, lo scorso anno, mi sono prefissata di raggiungere certi risultati ai campionati italiani, ero fuori forma perchè gli anni del covid e varie vicissitudini salutistiche dettate dalla sfortuna mi avevano portato a non allenarmi più con la costanza necessaria. 

A settembre mi sono prefissata degli obiettivi, e per raggiungerli ho definito quanti allenamenti, e il tipo, da fare nella prima parte della stagione e nella seconda, in crescendo. Per poter essere costanti è necessario sin dal principio darsi delle regole e queste regole devono essere rispetatte, quindi non devono essere eccessive e allo stesso tempo ti devono portare al massimo del tuo sforzo, ma in modo sostenibile.

COME HO ORGANIZZATO I MIEI ALLENAMENTI

Da settembre fino a dicembre mi sono allenata 3 volte in acqua e 2 in palestra ogni settimana. Circa 5 ore a settimana. Magari qualche volta non sono state 5 ma 4 perché il lavoro lo permetteva ma ci ho provato in tutti i modi a mantener le 5 volte. A dicembre, la piscina ha chiuso 2 settimane e per non perdere l’allenamento, con alcuni compagni di squadra mi sono trasferita per 8 volte in piscina a Parma. Ero stanca, e affaticata. L’allenamento dei primi tre giorni, pur non essendo particolarmente impegnativo sulla carta, mi sfibrava. Ma non ho mollato e ad un certo punto sono rinata. Da quel momento ho stabilito che i miei allenamenti di nuoto settimanali sarebbero diventati 4 che è il minimo per arrivare a certi tempi cronometrici e avrei ancora aggiunto i due di pesi, con la ripresa della palestra all’apertura a Boretto a gennaio. E così ho fatto: da gennaio fino alla fine di giugno gli allenamenti sono diventati costantemente 4 di nuoto e due di palestra. 

Solo con queste frequenze e impegno avrei potuto raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissata che in primo luogo, più che di piazzamento ai Campionati Italiani, erano di raggiungere determinati tempi cronometrici. 

UN Master e' una persona che sfida se stesso

Un master o un atleta non guarda i piazzamenti, o li guarda solo dopo che ha sfidato se se stesso, qualunque sia il suo livello. Si allena, fa fatica, prova dolore anche ma solo con questa costanza riesce a migliorare se stesso. Siamo tutti uguali sotto questo aspetto, il talento è la base ma poi quello che conta davvero è l’impegno regolare che mettiamo in una cosa. 

ESSERE COSTANTI E' FATICOSO MA E' L'UNICO MODO PER OTTENERE UN RISULTATO

La fatica di allenarsi così regolarmente è tanta, perché quando ti alleni stai bene solo dopo che lo hai fatto, prima ti senti a volte in colpa di togliere tempo ad altro e durante soffri fisicamente e ti chiedi perché e per cosa lo stai facendo.

Per un numero fermato sul cronometro. Indipendentemente dal piazzamento un atleta agonista che sia professionista o amatore o master ha come obiettivo un tempo preso al cronometro o una performance particolare. Non ci guadagniamo nulla, anzi spendiamo denaro e tempo per farlo, ma ognuno lo fa per sentirsi meglio, per avere un obiettivo e migliorare nella vita.

CONCLUSIONE

Si perché alla fine era di questo che volevo parlare. Essere costanti, essere perseveranti. Non mi piace sentire parlare di sacrificio, soprattutto da chi si approccia alla dieta dopo una vita di libertà o chi si presenta in palestra per tre mesi di fila e poi smette. I risultati si raggiungono e mantengono solo con la perseveranza, che significa fare una cosa, sempre; sempre non potrai essere perfetto, alternerai periodi migliori e periodi peggiori ma non si deve mai smettere. Altrimenti non è costanza. Solo quella ti premia davvero e ti premia personalmente, che è la migliore delle soddisfazioni, che tu raggiunga un obiettivo fisico estetico o di performance. 

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